«Rispettare la legge non è una vendetta e correggere una situazione giuridicamente discutibile non è un regolamento di conti». L’amministrazione comunale di Bordighera respinge le accuse delle minoranze, che hanno annunciato la presentazione di un’interpellanza al prossimo consiglio comunale sulle recenti scelte riguardanti l’organizzazione degli uffici e la gestione del personale.
“Nessun dipendente «castigato» o privato del proprio posto di lavoro”
Una replica decisa, quella della maggioranza, che contesta innanzitutto la ricostruzione politica fatta dall’opposizione, accusata di aver trasformato alcune decisioni amministrative in presunte ritorsioni personali.
«Risponderemo puntualmente in consiglio comunale – afferma l’amministrazione – Ma respingiamo con fermezza il tentativo di trasformare ogni scelta organizzativa in una vendetta e ogni applicazione delle regole in una ritorsione».
Al centro dello scontro c’è, in particolare, la mancata proroga dell’incarico dirigenziale del Settore tecnico. Sul punto la maggioranza precisa che nessun dipendente sarebbe stato «castigato» o privato del proprio posto di lavoro. In attesa della definitiva ridefinizione dell’organizzazione dell’ente, la direzione del Settore tecnico è stata affidata temporaneamente al segretario generale, mentre quella del Settore economico-finanziario è stata assegnata al dirigente amministrativo già in servizio.
L’incarico alla guida del Settore tecnico, ricorda l’amministrazione, era stato conferito ai sensi dell’articolo 110, comma 2, del Tuel per esigenze straordinarie legate al Pnrr. Con la conclusione di quel ciclo, secondo la maggioranza, la prosecuzione non poteva essere considerata automatica. Da qui la decisione di non procedere a un’ulteriore proroga e di riorganizzare il settore.
«Gli incarichi pubblici non sono vitalizi e l’esperienza non attribuisce un diritto automatico alla riconferma», sottolinea l’amministrazione, ricordando inoltre come ogni scelta sul personale debba tenere conto delle esigenze organizzative, dei limiti alle assunzioni e della sostenibilità finanziaria dell’ente.
L’amministrazione entra poi nel merito delle contestazioni relative al funzionario comunale incaricato dell’affiancamento al sindaco. La maggioranza precisa che non è stato assunto alcun collaboratore esterno, né creato un nuovo posto di lavoro o riconosciuto un beneficio economico aggiuntivo. Si tratta, sottolinea, «di un dipendente in servizio al Comune dal 1991, che negli anni ha ricoperto responsabilità sotto amministrazioni di diverso orientamento politico». Per questo l’esecutivo considera «fuorviante» definirlo genericamente un funzionario «politicamente vicino» senza indicare fatti concreti.
La replica sul tema del Centro estivo
Altro punto affrontato è quello relativo alla procedura per il centro estivo, sulla quale era intervenuto il Tar. Secondo la ricostruzione dell’amministrazione, il funzionario chiamato in causa dalla minoranza non era responsabile del procedimento, non ha sottoscritto l’avviso e non ha adottato il provvedimento conclusivo, ma ha partecipato esclusivamente come componente della commissione collegiale di valutazione.
Il Tar, aggiunge la maggioranza, ha annullato il provvedimento per una clausola contenuta nell’avviso, senza accertare responsabilità personali o disciplinari nei confronti dei dipendenti comunali. «L’annullamento di un atto amministrativo non determina automaticamente una responsabilità individuale», precisa l’amministrazione, che invita a non utilizzare la vicenda per attribuire pubblicamente responsabilità a un singolo dipendente.
Per quanto riguarda la questione dell’ex dirigente del Settore economico-finanziario, l’amministrazione smentisce che sia stato ipotizzato un procedimento per una semplice opinione positiva espressa nei confronti dell’ex sindaco Vittorio Ingenito. La trasmissione di una segnalazione agli organi tecnici competenti, sostiene la maggioranza, rientra invece nei doveri istituzionali e non equivale né a una sanzione né a una condanna. Saranno gli uffici competenti a valutare autonomamente i fatti, garantendo il diritto di difesa.
«La minoranza da una parte richiama i principi di imparzialità e separazione tra politica e macchina amministrativa – prosegue l’amministrazione – Dall’altra pretenderebbe che il sindaco non desse seguito a segnalazioni circostanziate, prorogasse automaticamente incarichi a termine e non valorizzasse professionalità già presenti all’interno del Comune» e conclude: «Non accettiamo lezioni di imparzialità da chi confonde la continuità amministrativa con il rinnovo automatico degli incarichi e il rispetto delle regole con una vendetta politica».