Nuove critiche sulla realizzazione della pista ciclabile a Diano Marina arrivano dal gruppo Diano Domani, che parla di “ritardi e anomalie all’ordine del giorno” e di una situazione sempre più difficile da comprendere.
Secondo quanto segnalato da Francesco Parrella e Micaela Cavalleri, tra le ultime criticità emerse ci sarebbe il passaggio pedonale all’altezza di via Cà Rossa che cambia improvvisamente lato lungo via alla Rovere, spostandosi da monte a mare.
Ritardi rispetto alle previsioni
Nel mirino dell’opposizione anche i tempi di realizzazione dell’opera. Il sindaco aveva indicato come obiettivo l’apertura completa del tratto cittadino entro metà aprile, ma secondo Diano Domani il cantiere continua a presentare problemi e modifiche.
“Ogni giorno una sorpresa incommentabile. Da occasione a delirio”, affermano Parrella e Cavalleri nel comunicato.
Segnaletica e rotatorie sotto accusa
Critiche riguardano anche il tratto centrale della ciclabile, realizzato fuori dall’ex sedime ferroviario e ritenuto “pericolosissimo” dal gruppo di minoranza. In particolare viene segnalata la presenza di numerosi cartelli stradali, installati – secondo Diano Domani – al posto di soluzioni alternative come i semafori.
Contestata inoltre la presenza, di fronte a via Santa Caterina, di una rotatoria per i veicoli accanto a un’altra rotatoria destinata alle biciclette, ritenuta penalizzante per lo spazio di manovra.
Tratti senza corsia pedonale
Ulteriori osservazioni riguardano alcuni segmenti del percorso che non prevedrebbero una corsia dedicata ai pedoni, nonostante la definizione di infrastruttura ciclopedonale. Una situazione che, secondo i firmatari del comunicato, costringerebbe i pedoni a cercare percorsi alternativi.
Cantieri ancora fermi e opere complementari
Diano Domani segnala anche la presenza delle rotaie ancora visibili nell’area dell’ex passaggio a livello di via Villebone e lo stallo dei lavori all’altezza della galleria di via Torino, in attesa delle determinazioni della conferenza dei servizi sul collegamento con via Sant’Elmo.
Infine, vengono citati i costi sostenuti per le cosiddette opere complementari, tra cui i vasoni di via Saponiera.
“Occasione storica a rischio”
Secondo Parrella e Cavalleri, quella che viene definita “la più grande occasione infrastrutturale del dopoguerra” rischia di trasformarsi in un’opportunità mancata per la città, con possibili ricadute negative sulla viabilità e sulla vivibilità urbana senza risolvere i principali problemi di mobilità.