Porto Vecchio interviene Ingenito: "la situazione lascia perplessi"

"Il fatto che il Comune non abbiarisorse per predisporre lo studio di fattibilità di un’opera così strategica per la cittadinanza lascia perplessi"

Porto Vecchio interviene Ingenito: "la situazione lascia perplessi"
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Prosegue la discussione sul Porto Vecchio e il Palazzetto dello Sport dopo l'attacco dell'avvocato Sindoni e la risposta del candidato sindaco alle prossime comunali del 2019 Sergio Tommasini (LEGGI QUI). A intervenire è ora Enrico Ingenito, membro del Direttorio del Gruppo dei 100.

L'intervento di Enrico Ingenito

Come componente del Direttorio del Gruppo dei 100, vorrei precisare che Sindoni richiama l’art. 183 del codice dei contratti pubblici, tuttavia dovrebbe anche ricordare che tale norma impone all’amministrazione di valutare e di pronunciarsi sulla proposta entro il termine perentorio di 3 mesi.

La perentorietà è stata introdotta con il nuovo codice approvato con dlgs 50/2016, mentre non era prevista dal precedente codice di cui al dlgs 163/2006. È chiaro dunque che la discrezionalità dell’amministrazione non consente di derogare a un limite temporale che il legislatore ha definito come perentorio, eliminando sul punto la discrezionalità amministrativa. Ma vi è di più.

Il confronto concorrenziale tra le due proposte (che per quanto appena detto è possibile solo ove le proposte siano presentate entro la scadenza del termine di 3 mesi) dovrebbe avvenire sulla base di criteri oggettivi e trasparenti dettati ex ante dall’amministrazione, prima cioè che le due proposte vengano valutate. Ciò per garantire a entrambi i proponenti trasparenza, imparzialità e oggettività. Oggi invece l’amministrazione si trova a dover valutare una seconda proposta dopo aver iniziato l’iter istruttorio sulla prima. 

Con quali criteri saranno dunque valutate e comparate le due proposte? Il Comune ha reso pubbliche le direttive e le line guida stabilite per la valutazione? Come può l’amministrazione garantire oggi che l’istruttoria - per quanto caratterizzata da discrezionalità - sia condotta nel rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità di cui all’art. 87 Cost (principio di rilevanza costituzionale che prevalgono sulle norme di rango primario)?

In questo senso il riferimento alla procedura del biodigestore è del tutto incoerente, in quanto quest’ultima è stata avviata sotto il precedente codice che non prevedeva la perentorietà del termine di 3 mesi. Il Testo Unico degli appalti è cambiato nel 2017 anche relativamente alla procedura di finanza di progetto.  

Vero è invece che l’amministrazione uscente non ha rispettato un termine che la legge oggi definisce come perentorio per la valutazione di un’opera strategica per la città. Da un lato Bianchieri dichiara che la città deve avere le massime garanzie e che occorre coinvolgere tutti gli operatori del porto, le categorie che lavorano in ambito portuale e i cittadini. Insomma, a detta di Bianchieri serve un imprinting forte della parte pubblica e un confronto allargato, che richiede tempi e soprattutto indirizzi chiari da parte dell’amministrazione. Dall’altro Sindoni afferma che il Comune non aveva le risorse per predisporre uno studio di fattibilità e per avviare una procedura pubblica con un bando di gara aperto a tutti con linee di indirizzo politico-amministrative chiare. 

Se un’amministrazione non ha idee precise su un’opera strategica come il porto può affidarsi al privato ma la proposta deve essere valutata entro tre mesi e non è detto che vi sia perfetta intesa tra esigenze del pubblico e interessi del privato. Se invece un’amministrazione ha le idee chiare e intende assicurare il rispetto di regole che garantiscano la tutela dei cittadini e degli interessi pubblici del porto ben può giustificare la spesa per la predisposizione di uno studio di fattibilità, in modo però da tracciare linee guida inderogabili e garantire il presidio degli interessi pubblici. Peraltro il fatto che il Comune non abbia risorse per predisporre lo studio di fattibilità di un’opera così strategica e importante per la cittadinanza lascia perplessi. 

Così come lascia perplessi  la mancanza di fiducia sulle competenze dei propri uffici tecnici, la legge prevede infatti che l’amministrazione, dopo essersi espressa positivamente nei tre mesi,  possa apportare successivamente tutte quelle modifiche progettuali che ritiene nell’interesse della città. Ironia della sorte, questo iter amministrativo sulla finanza pubblica di progetto, era stato esposto in modo molto chiaro dal Prof. Moro Visconti il 15 marzo 2017 in un seminario tenuto proprio nella sala degli specchi di Palazzo Bellevue!

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