Amministrative 2027

Scontro elettorale Conio-Oggero: «Gli investimenti sono una cosa.I debiti restano debiti»

«Le tasse non riscosse sono 9,8 milioni. Sono dieci anni che chi paga lo, lo fa anche per chi invece evade»

Scontro elettorale Conio-Oggero: «Gli investimenti sono una cosa.I debiti restano debiti»
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Prima era stato Stefano Oggero, fratello di Lorenzo,  ex segretario cittadino del PD, a spostare i riflettori sui conti del comune. Poi era intervenuto il dem stesso, aggiungendo il focus dell’amministrazione di Mario Conio sul comparto turistico, a suo dire a discapito delle altre categorie. E il primo cittadino aveva risposto nel merito con un post FB. Ora le schermaglie social pre elettorali a Taggia si arricchiscono con un nuovo capitolo. La risposta di Stefano e Lorenzo Oggero.

Scontro elettorale Conio-Oggero: «Gli investimenti sono una cosa.I debiti restano debiti»

«Il sindaco – si legge in un post –  ha dato la sua versione sui conti del Comune e ha definito “demagogia” le critiche da me mosse nei confronti della sua amministrazione. Entriamo nel merito, con i documenti approvati dalla sua stessa maggioranza. Scrive che chi parla di debiti fa confusione tra debiti e investimenti. 𝗡𝗼𝗻 𝗰’è 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝗶 𝗺𝘂𝘁𝘂𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗺𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗲bi𝘁𝗶, da restituire con gli interessi, con i soldi dei cittadini. Lo scrive il rendiconto approvato dalla sua stessa maggioranza: “𝗹’𝗶𝗻𝗱𝗲𝗯𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝗻𝘁𝗲 𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗱𝗶 𝟭𝟭.𝟴𝟰𝟬.𝟱𝟵𝟮 𝗲𝘂𝗿𝗼” (Relazione al rendiconto 2025, pagina 22). Da quando questa amministrazione si è insediata, nel 2017, il debito, 𝗽𝗶ù 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮𝘁𝗼. 𝗟𝗲 𝗿𝗮𝘁𝗲 per estinguere il debito 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝗿𝗮𝗱𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮𝘁𝗲: 470 mila euro/anno nel 2017, e adesso abbiamo raggiunto circa i 900 mila/anno, come ha scritto lo stesso sindaco. Lui stesso scrive che la responsabilità di un’amministrazione non è riempire un salvadanaio e limitarsi a contemplarlo. Sono d’accordo; però 𝘀𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝗱𝗮𝗻𝗮𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝗿𝗶𝗲𝗺𝗽𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗲b𝗶𝘁𝗮𝗿𝘁𝗶. È esattamente quello che è successo»

 «Sul disavanzo – continuano –  di circa 850 mila euro il sindaco ha ragione, ed è stato recuperato. Va però detto che è emerso nel 2015 con il cambio delle regole contabili, che ha imposto a tutti i Comuni italiani di accantonare un fondo per le entrate difficili da incassare, a partire dalle tasse non riscosse L’avanzo di 1,3 milioni c’è, ma è 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟯. L’addizionale Irpef è passata dallo 0,6 allo 0,8%, 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟯𝟴𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗹’𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶ù 𝗽𝗮𝗴𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶. E l’IMU è aumentata sulle case affittate a residenti con contratto a canone concordato, dall’8,6 al 10,6 per mille, la stessa aliquota delle seconde case; su negozi, uffici, laboratori, capannoni e alberghi dal 9,1 al 10,1 per mille, 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟯𝟱𝟮 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗹’𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶ù 𝗽𝗮𝗴𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶»

«𝗦𝘂 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮. Hanno raggiunto i 𝟵,𝟴 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼. Nel 2025 il Comune ha incassato 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗹 𝟭𝟮% 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗲𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶. Così chi non paga pesa su chi paga regolarmente le tasse. Quasi dieci anni di questa maggioranza ci lasciano 𝗽𝗶ù 𝗱𝗲b𝗶𝘁𝗼, 𝗽𝗶ù 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗲 𝗽𝗶ù 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝘀𝘀𝗲. Per questo 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁à 𝗻𝗼𝗻 è 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮»