Tari a Imperia, presunzioni e polemiche sul regolamento

Imperia Senza Padroni raccoglie le segnalazioni dei cittadini: "Norme legittime ma superabili"

Tari a Imperia, presunzioni e polemiche sul regolamento

“Alcuni residenti di Imperia si sono rivolti al Gruppo Consiliare Imperia Senza Padroni per evidenziare alcune criticità contenute nel Regolamento comunale sulla tassa rifiuti”. Così in una nota il gruppo politico di Luciano Zarbano, consigliere comunale a Imperia.

“Al centro delle segnalazioni – prosegue la nota -, il meccanismo delle presunzioni che fa scattare il tributo anche in assenza di un utilizzo effettivo dell’immobile”.

Le presunzioni previste dal regolamento

“Il regolamento stabilisce che la semplice attivazione di un’utenza elettrica, idrica o del gas costituisca presunzione di occupazione dell’immobile e, quindi, di produzione di rifiuti”.

“Una presunzione analoga riguarda magazzini e autorimesse: il solo possesso è considerato sufficiente per l’applicazione della tassa, anche se gli spazi risultano inutilizzati. Inoltre, la mancata fruizione del servizio di gestione dei rifiuti urbani o la sua interruzione temporanea non comportano automaticamente esenzioni o riduzioni”.

Il quadro normativo e la giurisprudenza

Le disposizioni trovano fondamento nella normativa nazionale. Tuttavia, si tratta di presunzioni semplici, non assolute, e quindi superabili.

La Corte di Cassazione ha chiarito che spetta al contribuente dimostrare le condizioni che consentono di beneficiare di riduzioni o esenzioni, trattandosi di eccezioni rispetto alla regola generale del pagamento del tributo. In sostanza, chi non produce rifiuti può fornire prova concreta dell’inutilizzo dell’immobile per superare la presunzione”.

Cosa fare se l’immobile non è utilizzato

“I cittadini che si trovano in questa situazione possono presentare una comunicazione formale agli uffici competenti, allegando un’autocertificazione di mancato utilizzo e documentando l’assenza di arredi o di occupazione effettiva”.

“Può essere utile dimostrare la sospensione delle utenze o la presenza di consumi minimi, così come produrre documentazione relativa a eventuali lavori di ristrutturazione, condizioni di inagibilità o mancata occupazione prolungata. È consigliabile conservare ogni elemento utile a comprovare la reale situazione dell’immobile”.

“In caso di avvisi ritenuti non corretti, resta possibile presentare un’istanza di riesame o ricorso nei termini previsti dalla legge”.

L’intervento del consigliere Zarbano

“Serve più equità e più informazione – commenta il consigliere Zarbano -. La tassa rifiuti deve restare legata alla reale produzione di rifiuti e alla capacità contributiva, non trasformarsi in un automatismo burocratico che penalizza chi è in regola. È necessario che l’amministrazione garantisca procedure chiare, trasparenti e accessibili, e che i cittadini siano correttamente informati sui propri diritti e doveri. Solo così si può coniugare il contrasto all’evasione con il rispetto dei contribuenti corretti e delle situazioni reali”.