“Quello che è accaduto a Torino il 31 gennaio non è stata una manifestazione, ma violenza organizzata: guerriglia urbana, odio contro lo Stato. Oltre cento feriti tra le Forze dell’Ordine, un agente isolato e massacrato, giornalisti aggrediti, negozi devastati, strade distrutte. Scene che non hanno nulla a che vedere con il diritto di manifestare e che riportano alle pagine peggiori dell’estremismo violento”.
E’ quanto si legge in una nota del gruppo consiliare ligure di Fratelli d’Italia
“Davanti a fatti di questa gravità, l’ordine del giorno presentato in Regione Liguria era un atto istituzionale minimo e doveroso: solidarietà agli agenti feriti, vicinanza ai giornalisti aggrediti, condanna ferma e senza ambiguità di ogni forma di violenza politica. Eppure, anche su questo, qualcuno ha scelto di sfilarsi”.
Sotto accusa c’è anche il Movimento 5 Stelle
“È politicamente indecente che, nella persona del consigliere Stefano Giordano, non abbia voluto firmare un atto così chiaro. Non si trattava di sostenere una parte politica, ma di difendere lo Stato, la legalità e uomini e donne in divisa aggrediti mentre facevano il loro dovere”.
Ma non è tutto. “Non firmare la condanna di un poliziotto pestato a terra e di una città devastata significa mandare un messaggio preciso: quando la violenza colpisce lo Stato, c’è chi preferisce voltarsi dall’altra parte. Questo non è garantismo, non è equilibrio: è vigliaccheria politica”, dichiarano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Rocco Invernizzi, Lilli Lauro, Gianmarco Medusei e Veronica Russo, che aggiungono: “Chi oggi balbetta, distingue o prende tempo davanti a immagini così brutali non potrà dirsi sorpreso se domani la violenza si sentirà legittimata. Le Forze dell’Ordine non sono un simbolo da contestare, ma lavoratori dello Stato che garantiscono la sicurezza di tutti”.