Zarbano: “Sul terzo mandato la Consulta è chiara: non si può andare oltre”

Il capogruppo di Imperia senza padroni richiama il limite dei due mandati, con un riferimento implicito alla possibile terza candidatura del sindaco Claudio Scajola

Zarbano: “Sul terzo mandato la Consulta è chiara: non si può andare oltre”

Con una sentenza depositata il 30 dicembre scorso la Corte Costituzionale ha ribadito che “non è ammesso il terzo mandato consecutivo”. A sottolinearlo è il capogruppo di Imperia senza padroni Luciano Zarbano che non nomina Claudio Scajola, ma è chiaro il riferimento alla sua scelta annunciata di ricandidarsi.

Il caso della Provincia di Trento

La vicenda nasce dal ricorso del Presidente del Consiglio dei Ministri contro il terzo mandato del Presidente della Provincia autonoma di Trento. Secondo Zarbano, “da questo caso la Corte ha tratto indicazioni di carattere generale che riguardano l’intero sistema istituzionale”.

Perché esiste il limite dei due mandati

Richiamando i passaggi della sentenza, Zarbano spiega che chi è eletto direttamente dai cittadini e dispone di ampi poteri “deve avere un limite di due mandati di fila, per garantire ricambio, parità nell’accesso alle cariche elettive e buon funzionamento delle istituzioni”. Il capogruppo aggiunge che il divieto non è scritto nella Costituzione ma è frutto di una scelta del Parlamento: “un bilanciamento tra la libertà di voto e la necessità di evitare che il potere resti troppo a lungo nelle stesse mani”.

Regola valida anche per Regioni e autonomie

Zarbano insiste sul fatto che la decisione della Consulta “chiarisce che questa regola vale per tutti, anche per Regioni e Province autonome: le leggi locali non possono aggirarla”. In questo quadro richiama il precedente del 2023, quando la Corte dichiarò incostituzionale una norma della Sardegna che aumentava il numero massimo di mandati dei sindaci oltre il limite fissato dalla legge statale.

Le conseguenze per i sindaci

Il capogruppo ricorda che, sulla base del Testo Unico degli Enti Locali, per i sindaci dei Comuni con più di 15.000 abitanti resta il limite dei due mandati consecutivi. Secondo Zarbano, “questo vincolo tutela l’esercizio uniforme dei diritti politici fondamentali di elettorato attivo e passivo e impedisce differenze di trattamento su base territoriale”.

Nessuna scorciatoia locale

La posizione finale è netta: “se si vuole cambiare la regola, l’unica strada è l’iter parlamentare, non scorciatoie locali”, conclude Zarbano.