Basta una mattina di luglio sulla spiaggia di Ponente per accorgersi che qualcosa è cambiato. Gli ombrelloni si aprono presto, l’aria sa già di salsedine e di crema solare, e sul bagnasciuga passa una varietà di costumi che dieci anni fa non si vedeva. In mezzo a tutto questo, la solita domanda di ogni estate. Intero o bikini? Quest’anno la risposta è meno scontata del solito.
Per parecchie stagioni il due pezzi ha comandato senza avversari. Poi qualcosa si è mosso. È tornato di moda l’intero e si sono moltiplicate le forme del bikini. La scelta, insomma, si è fatta più personale. Prima di entrare nel merito delle tendenze, però, conviene partire da ciò che ogni costume ha in comune: il tessuto di cui è fatto.
Prima del modello viene il tessuto e la sua tenuta
Un costume bello ma fatto male dura una stagione scarsa. Quello che conta davvero è la qualità del tessuto: un buon capo mare regge il cloro e il sale senza sformarsi. Asciuga in fretta e non diventa trasparente dopo tre bagni. Chi vuole confrontare tagli e materiali prima di comprare può dare un’occhiata alla selezione di costumi donna del marchio NoiDìNotte, raccolta su www.noidinotte.com, dove interi e due pezzi convivono in versioni pensate per la spiaggia e per la piscina. Curioso, ma il costume migliore è quasi sempre quello che ti dimentichi di avere addosso.
Il ritorno del costume intero in versione decisamente moderna
Sulle spiagge tra Sanremo e Imperia lo si nota a occhio. Modelli sgambati, spalline sottili. Schiene scoperte e tinte piene che sul bagnato diventano ancora più intense. L’intero di oggi segue la linea del corpo e gioca con le scollature. Sta bene addosso a una ragazza di vent’anni come a una donna che in spiaggia ci va da cinquanta, senza chiedere scuse a nessuno. Merito anche dei tessuti, più elastici e leggeri di quelli di un tempo, che modellano invece di stringere.
C’è una ragione pratica dietro questa riscoperta. L’intero tiene tutto al suo posto tra un’onda e l’altra, e per chi passa la mattinata a nuotare conta parecchio. Poi c’è il fattore sole: una schiena coperta si scotta meno, e a fine giornata si sente. E il gusto, in fondo, è cambiato. Dopo anni di minimalismo spinto, coprire un po’ di più è tornato a sembrare elegante. Sulla Riviera, dove di mare se ne intende, il messaggio è arrivato presto.
Il bikini non molla e anzi si moltiplica in mille versioni
Detto questo, il due pezzi non ha nessuna intenzione di ritirarsi. Semmai si è moltiplicato. Il modello a vita alta, quello che copre l’ombelico e segna il punto vita, ormai è un classico: comodo, e adatto a quasi tutte le corporature. Accanto ci sono i triangoli piccoli di chi punta alla tintarella integrale e le fasce a bandeau per chi in acqua vuole muoversi senza pensieri. Ognuno ha il suo, e va bene così.
Sul fronte dei colori, quest’estate si respira una certa allegria. Tornano le tinte accese, dal rosso corallo al verde acqua, con qualche incursione di fucsia che sotto il sole del Ponente sembra ancora più carico. Le fantasie floreali restano un evergreen, mentre le righe marinare, da queste parti, non passano mai di moda. Chi preferisce andare sul sicuro sceglie il nero, che snellisce e sta bene ovunque, dallo stabilimento attrezzato allo scoglio più defilato.
Il modello giusto è quello in cui ti senti comoda
C’è poi la parte più personale, quella che nessuna rivista può decidere al posto tuo. Il costume perfetto in assoluto non esiste. Esiste quello che ti fa stare comoda mentre corri dietro a un bambino sul bagnasciuga, o mentre resti tre ore stesa a leggere. Chi ha il seno importante nell’intero strutturato trova un sostegno che il triangolo non offre. Chi ama nuotare cerca spalline che non scivolano al primo tuffo. Dettagli pratici, che in spiaggia pesano più dell’ultima passerella. Il resto, il colore o la fantasia, viene dopo e segue soltanto il gusto di chi lo indossa.
Girando per gli stabilimenti del Ponente, tra una granita e l’altra, la sensazione è che quest’estate abbia allentato le regole. Si vede di tutto, e va bene così. L’intero accanto al bikini, la fascia accanto allo sgambato, senza che nessuno guardi storto. Forse è questa la vera novità: la libertà di mettersi quello che piace. Il resto lo fa il mare, che a queste cose non ha mai badato. Un tuffo lava via ogni dubbio sul taglio e sul colore, e la scelta del mattino smette di contare. Almeno fino al bagno dopo.