Eye patches riutilizzabili: come funzionano le patch in silicone per il contorno occhi

Eye patches riutilizzabili: come funzionano le patch in silicone per il contorno occhi
Aggiungi Prima la Riviera alle tue fonti preferite

Le eye patches in silicone si stanno ritagliando un posto nel beauty case accanto alle classiche patch in idrogel o in tessuto, quelle vendute in bustina monodose. La forma a mezzaluna è la stessa, il funzionamento cambia parecchio: arrivano asciutte, si appoggiano sopra la crema contorno occhi e, finito l’uso, si lavano e tornano nella loro custodia, pronte per la mattina seguente. Vediamo come si usano, con quale crema abbinarle e come riciclare la confezione.

Eye patches in silicone, come funzionano davvero

Le patch tradizionali sono imbevute di siero: restano in posa per qualche minuto, cedono alla pelle il loro contenuto e poi finiscono nel cestino insieme alla bustina.

Ma non sono le uniche esistenti, perché le eye patches in silicone riutilizzabili di EspressOh seguono una logica diversa: non rilasciano un siero proprio, ma creano un effetto occlusivo che favorisce l’assorbimento del prodotto applicato sotto, riducendo l’aspetto di gonfiore e stanchezza intorno all’occhio. Il risultato dipende quindi da cosa si applica prima delle patch, più che dalle patch stesse, un dettaglio che cambia il modo di usarle rispetto a una maschera monouso già imbevuta.

Morbido e leggermente aderente, il silicone si comporta come una pellicola: trattiene la crema sulla pelle e ne rallenta l’evaporazione, così il prodotto resta a contatto con il contorno occhi più a lungo.

Riutilizzabili e lavabili: meno spreco rispetto ai patch usa e getta

Se usiamo ogni giorno una coppia di patch monouso confezionata singolarmente, in un mese accumuliamo circa trenta bustine e sessanta patch, oltre agli eventuali supporti protettivi. La versione in silicone ci accompagna lungo molte settimane di utilizzo e, tra un’applicazione e l’altra, occupa lo spazio di una latta nel cassetto. Pochi prodotti, pensati per durare, sono del resto il cuore della filosofia del brand, insieme all’attenzione per l’ambiente e alla produzione made in Italy.

Per lavarle bastano acqua tiepida e una goccia di sapone delicato, quanto serve per eliminare i residui di crema. Le lasciamo poi asciugare all’aria su un asciugamano pulito e le riponiamo nella custodia, al riparo da polvere e capelli. Sono un accessorio personale, come lo spazzolino, e conviene lavarle dopo ogni utilizzo, anche quando sembrano pulite: così il silicone conserva a lungo morbidezza ed elasticità.

Eye patches e crema contorno occhi, un abbinamento pensato insieme

Visto che il silicone lavora sul prodotto che trova sotto, la parte attiva spetta alla crema. Il brand consiglia di usare le patch Before Coffee insieme alla Moisturizing Eye Cream della stessa linea, applicata prima, e le propone anche in set, per idratare e rinfrescare lo sguardo con due soli prodotti.

Una quantità di crema grande quanto un chicco di caffè basta per entrambi gli occhi. La picchiettiamo con l’anulare, il dito che esercita la pressione più leggera, dall’angolo interno verso la tempia lungo l’osso dello zigomo, con tocchi lievi su una pelle così sottile. Appoggiamo poi le patch sotto gli occhi e le facciamo aderire delicatamente. Quando le togliamo, l’eventuale velo di crema rimasto in superficie si assorbe con qualche altro picchiettio.

Per eventuali abbinamenti con altri sieri, gel o creme, seguiamo le indicazioni dei rispettivi produttori, verificando che siano adatti alla zona perioculare e all’impiego con le patch.

Il packaging in latta e il riciclo dei materiali

Le patch arrivano in una latta di alluminio, che fa da custodia per tutta la loro vita, con un inserto in PET che le tiene ferme. Sul sito del brand ogni componente riporta la sua sigla: ALU 41 per la latta, PET 01 per l’inserto, silicone per le patch.

Al momento di smaltirli, i tre materiali vanno separati. Il PET va nella plastica, mentre per alluminio e silicone conviene controllare le regole del proprio Comune: a seconda della città, l’alluminio si conferisce con la plastica, con il vetro o nel multimateriale, e il silicone finisce di solito nell’indifferenziato. Prima del bidone, però, la latta torna utile per forcine, elastici e orecchini, oppure in valigia, con le patch dentro, per ritrovare uno sguardo fresco dopo un volo lungo.

Eye patches, quando usarle nella routine del mattino

Il nome lo suggerisce: Before Coffee, prima del caffè. Al risveglio i tessuti intorno agli occhi trattengono qualche liquido in più, un fatto del tutto naturale che si attenua da sé con il passare delle ore, e qualche minuto di cura appena alzate ci aiuta ad arrivare allo specchio con uno sguardo riposato.

La sequenza è veloce: detergiamo il viso, lo tamponiamo con l’asciugamano, stendiamo la crema e appoggiamo le patch. Intanto prepariamo la moka e la colazione, e il tempo del caffè basta per lasciar lavorare la crema. Tolte le patch, le laviamo e le lasciamo asciugare completamente prima di riporle nella latta.

Sulla pelle idratata correttore e ombretto si stendono con più facilità, se abbiamo voglia di truccarci. Oppure usciamo così, con il viso al naturale, libere di decidere ogni mattina cosa sfoggiare.