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Provincia di Imperia

Studenti chiedono un tavolo di lavoro permanente "E' tempo di ascoltarci"

Rete Studenti Medi ha diffuso un comunicato potente, in seguito a un'assemblea degli alunni di tutta la provincia.

Studenti chiedono un tavolo di lavoro permanente "E' tempo di ascoltarci"
Scuola Imperia, 17 Marzo 2022 ore 14:52

La Rete Studenti Medi - associazione sindacale studentesca - con un lungo comunicato chiede alla Provincia di Imperia di Istituire un tavolo di lavoro permanente al fine di affrontare le istanze che la pandemia Coronavirus ha fatto affiorare nelle nostre scuole.

 

"E' tempo di ascoltarci"- Assemblea degli studenti imperiesi

Il nocciolo della nota stampa è il seguente, "Che la scuola riparta dagli studenti"

Spesso, in particolare in questo periodo, ci si dimentica di come la scuola appartenga anche e soprattutto agli studenti e alle studentesse che la vivono giornalmente: di conseguenza renderla un posto migliore è anche e soprattutto una nostra sfida. Come tale questo comunicato, nato a seguito di un’assemblea tra gli studenti della nostra provincia, ha una grande e importante finalità: invitare al dialogo, tramite l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente, la Provincia di Imperia, per discutere assieme delle grandi problematiche in questo comunicato descritte, in quanto reputiamo che solo tramite uno sforzo collettivo per perseguire un obbiettivo comune, ovvero quello di rendere la scuola un posto migliore per tutti, possiamo trovare una via d’uscita alla palude in cui ci siamo, volontariamente o no, impantanati. Concludiamo tale comunicato con la speranza che un giorno sarà possibile parlare dell’istruzione come vanto e non come vergogna. Che la scuola riparta dagli studenti!"

 

 

"Il Covid ha cancellato ogni speranza"

"I due anni di pandemia che noi come studenti abbiamo vissuto sono stati caratterizzati da un aggravarsi generalizzato delle condizioni già pessime in cui la scuola versava; ma se prima vi era un minimo bagliore rispetto alla possibilità di un cambiamento della stessa, il covid ha rimosso qualsiasi di queste speranze. Con tali affermazioni non ci si vuole lasciare a futili voli pessimistici, ma si vuole presentare una realtà dove gli studenti e le loro necessità e istanze di cambiamento sono state definitivamente travolte dall’indifferenza della scuola e delle istituzioni; questa è una situazione derivante anche in parte dall’impossibilità per gli studenti di riunirsi in assemblea (negate senza evidenti motivazioni o in virtù dell’assenza di aule magne e palestre agibili), spazio nel quale rivendicare la propria centralità all’interno della scuola, che in primo luogo appartiene a coloro iquali la rendono viva, e il proprio diritto a ricevere un’istruzione di qualità che sappia riconoscere anche il necessario diritto alla socialità e allo svago."

 

La ferita inflitta al tessuto scolastico dalla pandemia

"In particolare questi ultimi diritti, essenziali nella formazione della persona e del cittadino, sono stati quelli più colpiti da questa grave emergenza sanitaria; ma essi non sono limitati alla socialità e allo svago che la classe in presenza può rappresentare, ma rappresentano anche il più ampio e largo diritto a sviluppare le proprie passioni nei periodi extrascolastici. Esse però non trovano spazio in una scuola la quale, nel vano e cieco tentativo di rincorrere il programma perso a causa della pandemia (non fondamentale visto e considerata la primaria necessità della scuola, ovvero la creazione della cittadinanza del domani), ha modificato gli orari scolastici e aumentato il carico di lavoro, nella stragrande maggioranza dei casi senza discutere di tali cambiamenti con i diretti interessati. Senza contare che, anche quando finalizzata alla gestione della pandemia e del contagio, la modifica degli orari ha prodotto gravi problematiche, costringendo gli studenti della nostra provincia (che per le proprie caratteristiche sono costretti a una grande pendolarità tra le città) ad affrontare lunghi viaggi, allungati dal pessimo stato di salute del trasporto della nostra provincia, rincasando a orari impensabili."

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