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LE INTERVISTE AI CAMPIONI PASSATI DA IMPERIA - Stefano Civeriati

LE INTERVISTE AI CAMPIONI PASSATI DA IMPERIA - Stefano Civeriati
Sport Imperia, 21 Ottobre 2021 ore 12:02

Oggi, per la rubrica settimanale di Primalariviera "CALCIO AMARCORD", con le interviste esclusive del nostro Pierantonio Ghiglione ai campioni del passato che hanno militato nell'Imperia Calcio, incontriamo Stefano Civeriati, che esordì in nerazzurro nel 1984, in C2, poi il grande salto tra i professionisti.

Stefano Civeriati: «Devo molto a Imperia, era la mia famiglia»

È stato un giocatore dotato di mezzi incredibili. Nato a Sale (Alessandria) il 7 ottobre 1966, di scuola Inter, poteva diventare un giocatore assoluto, aveva una classe e un talento immensi, ma ha avuto tanta sfortuna. Non sono stati solo gli infortuni a penalizzarlo in carriera, per molti il suo punto debole era quello di essere un giocatore con poca cattiveria. Parliamo di Stefano Civeriati, che ha giocato nell’Imperia in C2 nel 1984/85 per poi fare carriera tra i professionisti.

Prima domanda d’obbligo. Che ricordi hai di Imperia?

«Ho ricordi sfumati. Ero un ragazzino, giovane, con mister Giuseppe Grassotti, ex Inter, volevo provare a giocare. A Imperia sono stato benissimo, una città di mare, un grande rapporto con la famiglia Berio, Paolo e il suo bar, le cene con la famiglia, lo stadio Ciccione, la città vissuta come un giovane, le passeggiate alla spianata».

Hai un episodio curioso da ricordare nel tuo anno in nerazzurro?

«Ho poche immagini, ci metto i tre goal, i Samurai Ultras tifosi. Pochi mesi fa ho avuto modo di parlare di Imperia con Chicco Lombardi, ex giocatore nerazzurro, e ricordava con me tanti momenti emozionanti al Ciccione. Imperia ti lascia sulla pelle qualcosa anche a distanza di tanti anni».

Dopo il tuo esordio a Imperia la tua carriera ti ha portato anche ad arrivare in serie A con l’Inter. Cosa ricordi?

«Dopo tanta Primavera finalmente l’esordio in serie A nel 1987 nella partita contro la Roma persa 3-2. Poi sono passato al Catanzaro in serie B pur di giocare».

Poi arrivano Venezia e Vicenza, le porte del professionismo. Su di  te grandi allenatori hanno sempre detto che potevi fare una grande carriera. Hai qualche rimpianto ?

«Assolutamente no. Non bisogna vivere di rimpianti. In qualsiasi lavoro sarebbe sbagliato. Quel che ho fatto è giusto così. Dopo, ripensare, non cambia nulla».

Tra i tuoi allenatori chi preferisci ricordare?

«Tutti, perché è giusto che sia così. Mai dissapori con nessuno, da tutti ho preso qualità umane e tattiche. Cito Zaccheroni, Trapattoni, Ulivieri con i quali ho intrapreso quello che era il meglio e li porto nel cuore, così come tutte le società in cui ho giocato e allenato».

Chi è oggi Stefano Civeriati?

«È uno che ha passato 40 anni nel mondo del calcio, ne sono fiero anche se oggi è un mondo che faccio fatica a capirlo. Oggi alleno perché mi diverto ancora, il mio percorso è sempre stato legato al calcio e mi auguro che questo accada ancora».

Pierantonio Ghiglione

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