Cosa vedere nel Ponente Ligure

Alla scoperta di Cosio d’Arroscia

Tra antiche tradizioni e prodotti tipici, Cosio d'Arroscia è il luogo ideale per una piacevole sosta all'interno del Parco delle Alpi Liguri

Alla scoperta di Cosio d’Arroscia

Situato a 36 km da Imperia, Cosio d’Arroscia è un piccolo borgo dalla struttura compatta strategicamente posizionato tra il mare e le Alpi. A 721 metri di altitudine, e a poca distanza dal monte Saccarello, da Mendatica e inserito nel parco delle Alpi Liguri, è il luogo ideale dove fermarsi per una sosta, gustare un piatto tipico o godere un po’ di quel fresco che non manca mai, nemmeno in estate, o per ascoltare qualche aneddoto sul Situazionismo, la corrente filosofico-artistica che qui prese vita e brevemente si esaurì alla fine degli anni ’50.

Cosio d’Arroscia: un territorio di antiche tradizioni

Ricca di pascoli, la zona fu frequentata già in epoche remote, come è stato evidenziato da resti dell’età del bronzo rinvenuti a poca distanza dal borgo nella Grotta Cornarea, una falesia situata sul fianco settentrionale del monte dei Cancelli, a 1038 metri sul livello del mare che si raggiunge passeggiando attraverso delle faggete. Di sicuro vi risiedettero i Cosuanetes, una popolazione ligure a cui subentrarono i Romani che qui eressero il Castrum Cuxii. Nel 970 Ottone di Sassonia concesse il territorio in feudo al marchese di Clavesana che potenziò la fortezza romana creando un castello poi distrutto nel corso della rivolta del 1232. Ceduto nel 1385 ai Lengueglia di Garessio, passò sotto l’influenza della repubblica Genovese e vi rimase fino all’epoca napoleonica.

Cosa vedere

Per esplorare Cosio vi consigliamo di partire da Piazza IV Novembre, dove una volta sorgevano le attività principali e che ancora oggi rappresenta un importante luogo di aggregazione. A poca distanza sorge la Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, dalle forme tardorinascimentali e la facciata neoclassica. Edificata nel centro del paese nella prima metà del XVII secolo, presenta un bellissimo organo a canne e un interno finemente affrescato, con decorazioni a stucco sugli altari.

L’Oratorio dell’Assunta, invece, ha un massiccio architrave e un bellissimo campanile romanico con bifore in mattoni, risalente al XIV secolo, ed è sede della confraternita maschile di Sant’Andrea e di quella femminile di Santa Caterina.

Poco distante ci sono la seicentesca chiesa di San Pietro, edificata su un edificio quattrocentesco di cui restano all’interno due capitelli posizionati ai lati dell’altare maggiore, e la sede del Museo delle Erbe. Allestito nelle sale dell’ex-comune del paese, è legato alla locale festa delle Erbe, e dedicato a piante alpine e non, presenti sul territorio comunale, come la lavanda e la stella alpina.

Da visitare è anche lo Spazio Simondo dove sono esposte alcune opere del pittore Piero Simondo, che ripercorrono le fasi salienti della sua vita e del movimento Situazionista che contribuì a fondare con Guy Debord e Asger Jom nel 1957.

Il centro del paese, dall’atmosfera tipicamente medievale con vicoli quasi interamente ricoperti da archivolti e architravi in ardesia, merita sicuramente una passeggiata mentre a poca distanza dall’abitato è possibile visitare la Cappelletta della Madonna dei Cancelli, un piccolo santuario campestre costruito in zona di pascolo e di sfalcio delle erbe, che è aperto solo il 5 agosto, in occasione della festa patronale, fortunatamente l’interno è visibile attraverso due finestre posizionate accanto alla porta.

Tra vini del passato e tradizioni carnacialesche

Cosio è anche località particolarmente apprezzata per la coltivazione della vite – con la produzione di vini recuperati dal passato, come il Cuxii, l’Alègri, il Colonnello, il 736 e altre tipologie locali tra cui l’ormeasco -, dell‘ulivo, di miele e per la produzione di formaggi tipici come la toma. Parimente rinomate le sue tradizioni, tra cui spicca quelle delle sentenze che riprende l’usanza medievale che permetteva ai popolani di sfogare il loro malcontento solo il giorno di carnevale, quando potevano deridere i castellani e dare la colpa a un fantoccio di paglia. Le “sentenze dei nostri tempi” sono lette in piazza IV Novembre, in rima e in dialetto, e ripercorrono le vicende accadute nel corso dell’anno ironizzando su personaggi che rimangono anonimi.

Una zipline per planare su Cosio

Inizieranno a breve i lavori per l’allestimento di una zipline che collegherà Montegrosso Pian Latte a Cosio d’Arroscia,  la linea, lunga 2467 metri e munita di due corde parallele per vivere l’esperienza in coppia, permetterà a chiunque di provare l’ebrezza del volo passando in pochi minuti da 1200 metri di altitudine ai 750 di Cosio e “volando” a 340 metri di altezza.

Come arrivare

Per raggiungere Cosio da Imperia si può prendere l’autobus 202, che parte tre volte al giorno da Largo Nannolo e impiega circa 50 minuti, o si può andare in automobile, prendendo la SS228 per Nava fino a Case Rosse, (29km da Imperia) dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni e si procede per altri 5 km.