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Rifondazione Comunista su dimissioni Falco "Non è un Yes Man"

Falco, un Direttore Generale, sicuramente lontano dalle nostre posizioni politiche, ma che probabilmente comprendeva i nostri dubbi su un’opera come l’ospedale NUOVO a Taggia, non tanto nella sostanza bensì nei procedimenti attuativi.

Rifondazione Comunista su dimissioni Falco "Non è un Yes Man"
Altro Imperia, 22 Giugno 2022 ore 09:31

Il commento di Rifondazione Comunista Circolo Valeria Faraldi Sanremo Taggia

"Giunge ora la notifica delle dimissioni del Dott. Falco da Direttore Generale ASL 1 Imperiese. Portato alle dimissioni probabilmente perché non è uomo di apparato , non è uno “yes man” come alcuni predecessori, che per altro hanno fallito anche  puntando  su politici presto condannati dal voto popolare - questo il commento di Rifondazione Comunista che prosegue -  Direttore, che sicuramente era favorevole alla privatizzazione dell’Ospedale di Bordighera, ma che nel contratto con il privato, aveva previsto clausole per la salvaguardia del servizio ai cittadini, clausole che ovviamente avevano reso meno appetibile, dal punto di vista dei guadagni, l’affare per i privati. Vogliamo sempre ricordare a tutti, che una delle differenze sostanziali tra Sanità pubblica e sanità privata , sta proprio nel fatto che nella privata qualcuno guadagna sulla nostra salute ed è moralmente inaccettabile.

Falco, un Direttore Generale, sicuramente lontano dalle nostre posizioni politiche, ma che probabilmente comprendeva i nostri dubbi su un’opera come l’ospedale NUOVO a Taggia, non tanto nella sostanza bensì nei procedimenti attuativi. Prima costruisci le infrastrutture, strade,  svincoli parcheggi e sistema trasporto pubblico poi erigi la struttura. Perché un Ospedale deve essere soprattutto RAGGIUNGIBILE.

In questi anni si è sforzato di riorganizzare i reparti in un periodo di pandemia, cercando di tamponare le già presenti falle del sistema, e aiutato probabilmente proprio perché gli Ospedali pubblici erano tre. Cercando di mandare avanti a Bordighera le cure ononcologichechiudendo due volte il Borea e blindandolo come ospedale Covid, pur cercando di mantenere la traumatologia e l’unità coronarica in funzione. Ma soprattutto ha cercato , e li ha fallito non per sue responsabilità, di mettere fine all’emorragia di medici Ospedalieri e di famiglia. 54 medici Ospedalieri in meno, significa chiudere reparti, strutture, aumento delle liste di attesa in modo importante.

Auguriamo al Dottor Falco di poter realizzare ciò che era nei suoi progetti, ben distante dall’incompetenza politica nel gestire la Sanità Pubblica in questa regione dove in piena pandemia un Presidente di Regione si arroga anche la delega alla Sanità"

 

 

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