Qualche timido applauso, dei fischi e cori antifascisti. Questa l’accoglienza ricevuta dal primo cittadino di Imperia Claudio Scajola quando è comparso dal balcone del palazzo civico affacciandosi sugli oltre 500 manifestanti che oggi hanno percorso il capoluogo.
Manifestanti appendono striscione in comune e incontrano il sindaco Scajola
Il sindaco ha anche incontrato nel suo ufficio una delegazione dei manifestanti, a margine dello sciopero generale che, in tutta Italia, ha visto organizzazioni, sindacati, lavoratori e studenti convergere sulla richiesta al governo di Giorgia Meloni di abbandonare il piano di riarmo dell’Europa e attuare azioni contro il carovita e in favore di sanità e istruzione pubblica.
L’onda di manifestanti ha chiesto e ottenuto di appendere uno striscione sulla facciata del Palazzo comunale: «Riprendiamoci il futuro ora».
«Obiettivi che condividiamo tutti, ma come ottenerli?»
Sull’ondata di proteste che attraversa l’Italia, spesso condotte da giovani e studenti, è intervenuto anche il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino.
«Fa sempre piacere vedere qualcuno scendere in piazza per chiedere stipendi più alti, una sanità migliore, una scuola più efficiente e una vita dignitosa. Sono obiettivi – scrive – che condividiamo tutti. Il problema è che governare un Paese non significa stilare un elenco di buone intenzioni e trasformarlo in uno slogan da corteo […]. E veniamo alla coerenza politica e sindacale. Dove erano tutte queste voci quando al Governo c’erano il Partito Democratico e gli esecutivi della stessa area politica? I problemi degli stipendi e del costo della vita non sono nati ieri. Questo Governo può essere criticato, come qualsiasi Governo democraticamente eletto. Ma le critiche devono essere accompagnate da proposte serie, numeri e coperture economiche. Meno propaganda, meno ipocrisia e più serietà. Perché promettere 2.000 euro a tutti è facile. Spiegare come pagarli, garantendo lavoro, imprese e sostenibilità economica, è tutta un’altra storia».
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