Intervengono anche i Giovani Democratici (la sezione giovanile del PD) a margine delle ondate di proteste studentesche che hanno interessato (anche con episodi peculiari) l’Italia, compresa la provincia di Imperia, per il “No Meloni Day” di ieri.
Giovani Democratici: «La politica ascolti gli studenti»
«Anche nella provincia di Imperia – si legge in una nota -, ragazze e ragazzi sono scesi in piazza per rivendicare una scuola più forte, maggiori opportunità e condizioni migliori per il proprio futuro Come Giovani Democratici della provincia di Imperia vogliamo dire con chiarezza che siamo dalla loro parte. Le richieste che arrivano dagli studenti sono legittime e non possono essere liquidate come la protesta di una generazione che non si accontenta. Parlano di scuola, di futuro, di opportunità, di dignità e di un Paese che troppo spesso chiede ai giovani di aspettare».
«Noi crediamo invece che i giovani non debbano aspettare. La politica tutta – ancora i giovani dem -, dovrebbe avere l’umiltà di ascoltare chi oggi studia e domani dovrà costruire il nostro Paese. Non basta parlare dei giovani: bisogna ascoltarli, coinvolgerli e fare proprie le loro battaglie. Per questo siamo vicini alle ragazze e ai ragazzi che hanno scelto di mobilitarsi. Facciamo nostro il loro problema e continueremo a portarlo dentro la nostra azione politica. Perché una scuola più giusta, più moderna e più inclusiva non è soltanto una richiesta degli studenti: è un investimento sul futuro di tutti».
L’onda di protesta
Gli studenti in piazza, in tutta Italia, contro old decreto che porta il nome del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, contro la riforma degli istituti professionali, ma anche contro il carovita, il rincaro dei carburanti e le spese di riarmo che il paese intende sostenere a scapito di altri capitoli di bilancio come la sanità pubblica e, appunto, la scuola.
L’ondata di proteste ha registrato alcuni episodi tesi. A Verona, un gruppo di studenti ha incendiato alcuni cassonetti e un monopattino elettrico. A Bologna un corteo non autorizzato ha bloccato alcune arterie importanti del capoluogo emiliano, effettuato un blitz all’ufficio scolastico regionale e si è scontrato contro le Forze dell’Ordine. Disordini e lanci di oggetti alla Polizia anche a Roma e Torino. A Genova gli studenti hanno appeso a testa in giù dei cartonati della premier Giorgia Meloni e del ministro Valditara per farli oggetto di un lancio di uova. Numerose le altre località italiane dove le proteste studentesche si sono concluse senza alcuna tensione.